venerdì 30 gennaio 2009

www.ilteatrodiminosse.it


ilTeatrodiMinosse ha un nuovo sito internet e un nuovo indirizzo di posta elettronica!

Venite a trovarci su www.ilteatrodiminosse.it e scriveteci su info@ilteatrodiminosse.it.

Sul sito potete trovare il calendario aggiornato dei nostri eventi, le schede dei nostri spettacoli, la nostra storia, ed altro ancora.

Vi terremo aggiornati!

A presto.

Andrea Cirillo

ilTeatrodiMinosse


venerdì 18 luglio 2008

Il promo di Aspettando Kakà

venerdì 16 maggio 2008

Tre foto




Scatti di Matteo Mezzadri. http://www.matteomezzadri.it/

venerdì 25 aprile 2008

Vi aspettiamo venerdì 2 e sabato 3 maggio, ore 21.15
Teatro Europa, via Oradour 14 - Parma.
È consigliata la prenotazione, è possibile farlo chiamando lo
0521-243377.


Per vedere questa e altre foto di Luca vai su http://www.flickr.com/photos/contrastivisivi

mercoledì 2 aprile 2008

La Maglia


«Ad esempio, una donna, una tifosa del Catania, aveva più d’ottant’anni e stava male e stava per morire, e in letto di morte nella sua camera non ha voluto croci, santini, rosari. Ha voluto la Maglia, la bandiera, la foto della squadra. È così che si deve tifare, che si deve credere nella Maglia. Non basta crederci allo stadio, quando le cose vanno bene, quando si vince, si deve credere anche nei momenti neri, quando si perde, quando si muore».

Classe sociale calcistica

Il calcio è lo sport più diffuso, praticato e seguito al mondo.
Uguale colore della maglia unisce persone di diversa cultura, lingua, religione e classe sociale?
o
Diverso colore della maglia divide persone di uguale cultura, lingua, religione e classe sociale?


giovedì 14 febbraio 2008

Un anno dopo, qualche mese prima

Ancora non c'è e già Kakà compie un anno.
Era il 14 febbraio del 2007 quando io e Marco ci incontrammo per la prima volta per pensare a questo progetto. Nessuna scatola di cioccolatini a forma di cuore o orsacchiotto ma un'idea: uno spettacolo teatrale attorno al calcio.
In dodici mesi ne sono successe di cose. Abbiamo letto testi, assistito all'omicidio di Raciti e Sandri. Abbiamo scoperto che dietro il fenomeno calcio ci sono tante cose e in un certo senso ci siamo tutti noi. Abbiamo trovato l'appoggio dell'Europa Teatri e l'entusiasta partecipazione di Chiara, Fabio, Francesca, Ivan, Sara e Simone. Assieme abbiamo costruito e distrutto e ancora costruito alla ricerca della giusta via e continueremo a farlo fino alla fine con la passione che abbiamo addosso.
Vi aspettiamo il 2 e il 3 maggio. Ne vedremo delle belle.

domenica 18 novembre 2007

Il viaggio di Kakà

È il viaggio di una nave, con le sue tappe precise, è l’indicazione di una rotta ben definita.
Ma come si svolge il viaggio, le bonacce e le tempeste, gli avvenimenti fra un porto e l’altro, tutto questo non lo sappiamo.
Siete voi stessi a riempire i vuoti, a deciderlo.
(Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, parlando ai suoi attori di improvvisazione)


Ogni volta che parlo di Aspettando Kakà la gente mi chiede «E il testo chi lo ha scritto?».
Ogni volta spiego che non c’è un testo, non ancora.
Non vogliamo partire da una drammaturgia, ma dalle persone.
Mi piace chiamare questo modo di creare dell’abbandono. Lo abbiamo imparato da alcune delle persone che in questi anni ci hanno fatto vivere il teatro: Loredana Scianna, Ilaria Gerbella, Davide Doro, Manuela Capece. Nella prima parte del percorso, attraverso l’improvvisazione, si andrà a far emergere quella materia grezza che poi verrà plasmata per dar vita allo spettacolo. Apriremo le orecchie per ascoltare il lavoro. Certo, dietro a questo c’è tutto uno studio, fatto di libri, visioni, discussioni, con le quali io e Marco da febbraio fino ad ora ci siamo nutriti, ma questo non è che la base del lavoro e senza l’abbandono rimarrebbe solo un pamphlet sul fenomeno del calcio in Italia.
Attraverso questo blog vogliamo condividere il nostro percorso, darvi assaggi di quel che accade in questo viaggio e – se vorrete – ascoltare i vostri pareri.
Nel frattempo per chi mi chiederà «E il testo chi lo ha scritto?», deciderò di rispondere in due modi: se mi concederà dai tre minuti in su proverò a dare una risposta strutturata, altrimenti gli dirò così: «Nessuno, tutti, si è scritto da solo. Non so».

lunedì 22 ottobre 2007

mATERIE pRIME

“Educare lo sguardo” è il l’intento profondo con cui ci dedichiamo all’attività di formazione. Centinaia di allievi si sono fermati nei nostri spazi, qualcuno per approfondire la pratica teatrale, qualcuno semplicemente per assaggiarne le dinamiche dall’altra parte.
Quello che è certo, è che ognuna delle persone che ha sperimentato una pratica diretta in teatro ha acquisito una coscienza sottile della scena. In altre parole: pochi ne hanno fatto un mestiere, ma tutti sono diventati attenti spettatori. I linguaggi contemporanei sono multiformi e complessi, riteniamo che sia di importanza fondamentale fornire qualche strumento per decifrarne il percorso estetico. Il piacere sgorga dalla conoscenza.

Il teatro sancisce il valore della relazione.
Non si può prescindere dal tempo, dallo spazio, dai suoni, dagli oggetti, dalle fonti di luce, dai materiali, soprattutto non si può prescindere dalle persone. La (ri)scoperta dell’altro e il rispetto che impone sono valori assoluti, non solo in scena. Ma il teatro è il giardino protetto in cui si impara ad avere cura di questi semi fino al frutto.

Questi i lavori costruiti con gli allievi nella stagione corrente, per essere presentati a porte aperte al pubblico, l’ultimo (Aspettando Kakà) è una produzione di ex allievi che si sono formati nei nostri spazi e che qui trovano modo di poter realizzare un’opera prima autonoma. ilTeatrodiMinosse è il nome che si sono dati: Minosse, uno dei figli di Europa e dei suoi “teatri” possibili.

eUROPA tEATRI

giovedì 11 ottobre 2007

Il calcio è sempre più un mezzo di distrazione di massa. I mondiali, il calciomercato, e più in generale il tifo calcistico sono spesso usati dagli appassionati in modo spropositato: ricoprono la vita di quel senso che non riescono a trovare. Dall’altro lato alcune persone delle alte sfere economiche e politiche hanno intenzione di dare uno sfogo agli italiani che non danneggi il loro operato. Il calcio diventa quindi strumento di narcotizzazione sociale o, per l’appunto, di distrazione di massa. Distrazione dai tanti problemi che affliggono l’Italia.
Facciamo, per farci meglio capire, un esempio concreto. Il caso Signori. I tifosi della Lazio sono scesi letteralmente in piazza per protestare contro la cessione imminente di Beppe Signori al Parma di Tanzi. Quanta gente è scesa in piazza contro la legge Biagi? E contro la guerra in Iraq? Ancora: quanta contro la base Usa di Vicenza? Risultato: la legge è passata, l’Italia è entrata in guerra e la base verrà ampliata. Risultato del sit-in pro Signori? Per volontà popolare il capitano rimane in biancoceleste.
Così come Vladimiro ed Estragone aspettano un Godot che gli cambi la vita, noi italiani sembriamo aspettare che Kakà, o qualche altro dio, ci dica: descansate niño,che continuo io...